luoghi e storie di lago // Forse sul limitare, quando si crede possibile un altrove*

Lungolago. E’ il luogo di più scontata fruizione per i turisti e i visitatori domenicali, enclave del passeggio e dello svago, ma anche il punto di rifrazione dell’ anima confluita dai vicoli e dai cortili, rifugio di angosce ed entusiasmi da smaltire, di considerazioni decisive su presente e futuro.

Ripenso a Sebastiano, il protagonista del romanzo “L’ Oro del Mondo” di Sebastiano Vassalli, preso dentro nella vita e come in crudele gioco dell’ oca approdato sulle sponde del Lago Maggiore a chiudere una pratica dolorosa.

Su un lungolago ignoto accetta il ruolo di sparring partner e protocolla “l’ idea generale della vita” dell’ abitualmente taciturno zio Alvaro cercatore d’ oro nell’ età sbandata del dopoguerra “la vita […] è solo tempo che scorre. Puoi darle forma? Progettarla? Costringerla a rappresentare qualcosa? Tanti credono di si ma sbagliano. Lasciare un segno nel tempo, dar forma al tempo…Che illusione! […] Sai come immagino la mia vita, io? […] Una manciata di sabbia e ogni granello è un istante che deve essere considerato per sé stesso, se si vuole essere felici!”**

Lungolago è il trampolino di lancio di gente inquieta, pronta a strappare una porzione di mondo chissà dove (probabilmente oltre la linea seghettata dei monti), determinata a decollare, a infilare controvento l’ incavo delle valli per abbandonarsi e un giorno ripensare all’ approdo…

“Così, quando sarebbe stato il tempo di incominciare la mia pratica in banca, senza troppi rimpianti per il paese e per la casa della mia infanzia, partii lasciando i miei parenti soli e stupiti di essersi lasciati svolare di mano così facilmente il figlio al quale avevano belle e organizzata la vita” Piero Chiara.

In prossimità degli attracchi, sulle rovinose scalinate a lago, nelle darsene oleose, la vita bisticcia con i suoi fantasmi, la percezione di sostare in una porzione di mondo vulcanica è viva, appena attenuata dalla velatura dei chioschi e dal passaggio dei collegiali in divisa.

* il titolo del post è tratto da “Bocksten” di Fabio Pusterla.

** www.interlinea.com

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