gente di lago // Quel ragazzone un pò timido, imbranato… di nome Dario Fo…

“Mi venne a trovare a casa questo ragazzone un po’ timido, imbranato, a chiedermi farfugliando se poteva partecipare a una specie di show che io dovevo fare a Intra. Mi disse che lui era di quella zona, che era bravo a raccontare delle storielle come Rascel, come Walter Chiari, i comici che allora andavano per la maggiore. Me lo portai dietro convinto che fosse il solito dilettante, ma quando lo vidi in palcoscenico non credevo ai miei occhi. Cominciò con una specie di parodia del jazz, accompagnandosi con il corpo, con i gesti, con una mimica efficacissima. E poi, subito dopo, si mise a raccontare storielle violente, paradossali, assolutamente originali, che non avevano niente a che vedere con quel che si sentiva dai comici della rivista. Alla fine gli dissi che mi era piaciuto moltissimo e passammo il resto della notte sul lungolago, con Dario Fo che mi improvvisava tutte le altre cose del suo repertorio… ” (Franco Parenti).

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Brano tratto da “La storia di Dario Fo” di Chiara Valentini (Feltrinelli).

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