gente di lago // Gianni Rodari: la cicala canta gratis

Noi bambini degli anni settanta ne abbiamo sentite di cotte e di crude sulla cicala. Simbolo dell’ avventatezza, prototipo dell’ umano farfallone, monito contro lo spreco. Sul piedistallo favolistico di antica tradizione svettava la formica, il buon senso e la moderazione. “Non fate come la cicala” tuonava il verbo della buona creanza, e tutti giù a testa bassa a riflettere sulla giusta misura e a sfrondare ogni tendenza ai piaceri senza rete. Serviva Gianni Rodari (uomo di laghi) a livellare il senso, a rivolgere un buffetto alla cicala oppressa da un’ attribuzione simbolica pesante come un melone che andava a Frosinone. Lui era uno scrittore, un poeta lunare, un amico della bellezza e del bel canto, ingredienti solidi di un’ umanità completa e non solo un’ appendice. Rileggendolo mi pare dedicasse le sue favole alla formica.

 

Chiedo scusa alla favola antica,

se non mi piace l’ avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala.

(Gianni Rodari)

 

 

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