gente di lago // La storia di Erminio Aili

Erminio Aili artista ma soprattutto emigrante. Emigrante da bambino e da uomo. Dalla Valtellina, ai primi del Novecento, alla nuova terra, a Ispra, poi in Australia, nuovissima terra, a partire dal 1927. Insieme alla moglie Elvira, lavoro duro e costante, l’ acquisto di un forno nella cittadina di Ingham, ma anche la passione per il ciclismo e il pugilato, anni importanti, di formazione. Nel 1934 il ritorno sulle sponde del Verbano: con il padre non c’è modo di andare d’ accordo e allora riprendere dalla terra sconfinata, calibrare i passi della vita, certamente fatiche, opportunità e l’ occasione per dire: questa è la mia terra.

Erminio sa come si fa (ostinazione, coraggio) nel Nord Queensland compra un piccolo negozio di alimentari (con forno annesso) e arrivano due figlioli, Ella e Bruno. Gli affari vanno bene, ma lo scoppio in Europa della Seconda Guerra Mondiale scompagina i piani: gli italiani diventano improvvisamente stranieri, nemici del governo australiano, nel 1942 Erminio viene arrestato, nel 1944 internato e dal 1945 costretto a lavorare per il governo nazionale in Tasmania, nell’ Ovest e nel Nord del Queensland.

Dopo il rilascio comincia ad avere problemi di salute, nel 1954 si trasferisce a Brisbane, dove si trovano ospedali più attrezzati e sono maggiori le opportunità di lavoro: un negozio a Kelvin Grove Road, aperto tutti i giorni tredici ore al giorno e l’ abitazione sopra la rivendita.

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Fine degli anni sessanta. Erminio inizia a dipingere, a modo suo a creare… non conosce né la prospettiva né altri metodi intellettuali di rappresentazione, propri del Rinascimento. Ma pur con questi “limiti” formali le sue opere sprigionano un potere simbolico ed emotivo grandissimo. Lavorava in modo assolutamente spontaneo, a getto, senza alcun programma o schema visibile, utilizzando materiali comunissimi: cartone e vernice per i quadri, cemento e gesso lavorati con l’ aiuto di cazzuola e coltello per le sculture […] Per decorare le sue opere amava usare sassi colorati, conchiglie, fiori e bamboline di plastica, persino scatole di biscotti, contenitori del latte e altri oggetti semplici, quotidiani…*

Il sogno colorato (matrice di ricordi dell’ infanzia, incubi sublimati e istanti di felicità) termina quando l’ ispirazione, e forse il dolore per la perdita della figlia, svanisce dentro una forza livida. Erminio si lascia andare, muore nel 1987 e dopo pochi mesi la Queensland University of Tecnology di Brisbane acquista gran parte delle sue opere, ritenute di grande valore, esempio di arte marginale e intima (art brut) nella ferita della storia.

Mando un e mail alla Queensland, nella lingua Google Traduttore, mi piacerebbe, spiego, avere qualche foto, una riproduzione digitale, una traccia da seguire e aspetto la loro risposta, penso alla mia ingenuità e a un finale levigato per me impossibile…

Erminio Aili, emigrante, e soprattutto artista.

* Joe Airo-Farulla “Erminio Aili, dalla Lombardia all’ Australia. Ricordi e dipinti di un nostro emigrante” da Lombardia Nord Ovest 3/1992.

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Erminio Aili, Il Lago Maggiore, pittura a olio su cartone

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