gente di lago // Vincenzino Vanetti

Come ha iniziato a dipingere?

come tutti.

Allora ha iniziato per caso…

Niente si fa per caso…

A corto di parole osservo il cortile di Voldomino, frazione di Luino: sculture di legno impacchettate per tempi propizi (aperte svelano totem grotteschi), le anime di filo di ferro schierate sulla mensola, la scala sonora e metallica verso la rimessa-studio, il caldo sorprendente di inizio giugno.

Un vecchio catalogo “poeticamente” scovato nei remainders mi ha fatto incontrare il disegno di Vincenzino Vanetti. Immediatamente la folgorazione dei ritratti: facce all’ erta o inebetite (simbolo di un pianeta in mutazione), l’ orgoglio sotto-pelle, sociologia naturale scaturita dal tratto, lunghe mani quiete.

i suoi personaggi, ora improvvisati musici, preti, lavoratori e gente comune, sono colti nella impaginatura dei motivi quotidiani […] mentre sono costretti a vagare come automi e fantasmi alla ricerca di una identità ormai perduta. Sono protesi però alla possibile riconquista di una “dignità di vivere”… (Renato Valerio)

Rimaniamo d’ accordo forse la prossima mostra a Curiglia, ma devo ancora sentire il sindaco… e poi i molti cataloghi, le cartelle mostrate quasi con noncuranza, la passione per le tecniche apprese nel fare, un lungo cammino verso l’ espressione di un senso profondo, raggiunto senza gridare in un mondo ormai distante.

lei appartiene credo alla categoria dei rari pittori che respirano una certa aria che viene giù dall’ Europa e attraverso la Svizzera per Luino raggiunge la Lombardia. È l’ aria dell’ espressionismo… (Leo Spaventa Filippi).

www.vanettiv.it 

 

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