luoghi e storie di lago // Granelli di Sale (cinematografiche) a Ispra…

Davanti al televisore il solo dialogo possibile è quello del pisolino “. Non è una frase tratta da un talk show o la sentenza di un esperto di mass media ma la semplice osservazione “privata” (per certi versi profetica) di un’ incrinatura sociale, di una deriva cristallizzata. A enunciarla, nell’ immediato della chiusura del cinema Odeon di Ispra, datata 30 aprile 1978, il signor Giuseppe Caravati, ex dipendente della sala cinematografica allora vanto (con 620 posti a sedere) della cittadina sulla Sponda Magra.

In una serata scialba e piovosa, con la sola presenza degli addetti, dopo la proiezione del film “Il Belpaese”, le luci vengono spente per l’ ultima volta…scrisse il Caravati e quel titolo, Il Belpaese, tra l’ altro una pellicola del corrosivo Luciano Salce, rimanda a ulteriori sfumature profetiche nello specifico rilette attraverso il filtro dell’ ironia.

L’ Odeon (dopo oltre 15 anni di onorate proiezioni) chiuse i battenti perché i tempi stavano per cambiare (la televisione iniziava ad irradiare i suoi fumi letargici) e i bilanci di gestione non corrispondevano più alle aspettative della società proprietaria; destino irreversibile che accomunò alla struttura di Ispra anche quelle di Laveno e Angera e di molte altre aree geografiche del nostro…Bel Paese.

Inutile, a fronte di cambiamenti vastissimi dei costumi sociali, rimarcare lo stato attuale delle cose, la compressione della magia nel tranquillizzante formato home video o multisala, sprofondare nel dileggio del contemporaneo e dell’ era digitale; ci rimangono ritagli di giornale, foto scannerizzate da originali ben fatti, brevi momenti che è bello tenere per sé o condividere come si fa a volte con le emozioni suscitate da un film.

…durante i weekend lavoravo per farmi un po’ di soldi. Il lavoro consisteva nel portare il carbone per il riscaldamento alla Cineteca, dove si programmavano vecchi film. Spesso, quando la consegna era finita, il direttore ci faceva entrare gratis. Uno dei primi film che ho visto in questo modo è stato “Senso” di Luchino Visconti. Non ci capivo niente ma mi rendevo conto che sullo schermo stava succedendo qualcosa di importante, di diverso dal solito. Poco tempo dopo un altro film mi ha sconvolto: “La strada” di Fellini. Lì ho fatto il mio ingresso magico nel mondo del cinema…Emir Kusturica.

(Ringrazio Renzo Agostini dell’ ass. Amici della Sponda Magra del Lago Maggiore per la collaborazione alla stesura del post)

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