gente di lago // Gualberto Niemen, burattinaio senza fili…

(…) mi trasferii a Castelveccana per 2 settimane. Di giorno molte macchine di passaggio si fermavano per vedere meglio tutto il complesso bello e ordinato del mio teatrino. Poi altre 2 settimane a Portovaltravaglia; 3 settimane a Luino; ero piazzato in una bella piazzetta poco lontano dall’ imbarcadero e di fronte al lago. L’ arena era sempre tutta esaurita, sia nei primi posti sulle sedie, sia nelle 12 file di gradinate larghe 6 metri. Ricevevo molti applausi e complimenti anche da giornalisti. I pescatori, mi dicevano che dall’ altra sponda del Lago Maggiore tratto Cannero – Cannobio, alla sera molte persone vicino alla riva stavano ascoltare la recita e le canzoni che le sentivano bene perché avevo un altoparlante “Geloso” molto fedele e potente! Qualcuno mi faceva dire dai pescatori di metter su di più il disco dello stornello del marinaio cantato da Luciano Taioli, e altre belle canzoni. Scaduto il permesso di 20 giorni a Luino, mi spostai per qualche settimana in una bella piazza di Maccagno dove anche qua ottenni successo. Poi nei primi 10 giorni di ottobre da un camionista feci portare tutto il materiale del teatro estivo a casa mettendo tutto in cascina a riposo”.

Tratto da: Gualberto Niemen “Autobiografia di un burattinaio” a cura di Pietro Porta/ Quaderni dell’ associazione Peppino Sarina/monografie.

Gualberto Niemen nacque nel 1905 in provincia di Vercelli.

Di famiglia circense, dopo alcune esperienze come acrobata e giocoliere, decise nel 1927 di dedicarsi professionalmente all’ arte dei burattini. Nel 1929 si sposò, si trasferì a Rivalba sulle colline torinesi, e con i suoi spettacoli iniziò a girare il Monferrato, il Vercellese, il Biellese, l’ Alessandrino e la Lomellina.

Nel corso degli anni 30, per stare accanto alla sorella gravemente ammalata, si spostò nel varesotto e nel 1936 si stabilì definitivamente a Biandronno sulle sponde del lago di Varese.

Con una “ baracca “ nuova e un’ arena per il pubblico più ampia iniziò a portare i suoi lavori nelle piazze della provincia dei Laghi con lunghe soste nel capoluogo, a Gallarate, Busto Arsizio e Luino.

Nel repertorio di Niemen alcuni classici del teatro di animazione si affiancavano a produzione autografe come “L’ acqua miracolosa”, “Il re della foresta a caccia dell’ uomo” e “La iena di S. Giorgio”.

Nel 1964 decise di concludere la professione di burattinaio girovago e si dedicò a tempo pieno al mestiere di decoratore.

Rimase nondimeno in lui, fortissimo, indelebile, l’ amore per il teatro di figura che lo portò a testimoniare ancora per molti anni, fino ad età avanzata, la bellezza della sua arte nelle scuole e nelle istituzioni benefiche.

Gualberto Niemen morì a Biandronno il 19 agosto 2003.

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