libri //”A Piero Chiara” un omaggio in forma di racconti…

Il 31 dicembre 1986 si concluse la grande commedia umana che ebbe come impareggiabile capocomico Piero Chiara. Finì l’ intrico, l’ ebollizione di personaggi simbolo di una provincia in cui “il fuoco brucia sotto la cenere” e le beghe familiari alimentano l’ elettricità di piazze e vicoli insaziabili.

Nel giorno malinconico e caciarone morì Piero Chiara, narratore popolare e colto, antiaccademico per natura, indagatore instancabile dei meccanismi psicologici a volte perversi a volte sublimi che bilanciano il milieu borghese.

Marilisa Dulbecco e Franco Manzoni nel libro “A Piero Chiara (un omaggio in forma di racconti)” edito da Tarararà di Verbania esplodono il loro amore per lo scrittore luinese, sublimano l’ ammirazione di una vita in 11 capitoli in cui personaggi veri e verosimili si ritrovano in prossimità della data luttuosa a rimembrare (in omaggio a Piero Chiara) aneddoti e ricami della vita.

Sono 11 storie che tracciano una biografia leggera e amorevole dello scrittore, presente o evocato all’ interno delle trame, ispiratore dall’ alto di una cartografia umana perennemente in bilico fra dramma privato e deriva grottesca.manzoni

Una giovane dipendente del mitico Bar Clerici, un amico caduto in disgrazia, una prof di latino nel cimento autobiografico, l’ avvocato vessato dalla consorte a cui Piero Chiara non manca di dire:

Vedi avvocato, il tuo problema è che hai bisogno che ti dicano che cosa devi e che cosa non devi fare della tua vita. Io, al contrario, la vita me la invento ogni giorno “.

Nei pressi del capodanno dei cappellini e delle trombette i personaggi che animano i racconti di Dulbecco e Manzoni giocano a carte scoperte con il passato, stabiliscono una connessione fraterna e quasi telepatica con uno autore che come scrive Raul Montanari nella prefazione: “ struttura le sue storie con la stessa solare complessità, la stessa vertigine di incroci, rimandi, ritorni, abbracci, ripensamenti, coincidenze, sordidezze, nobiltà inattese, che trama la vita reale di tutti noi “.

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