immagini //… “A Vittorio Sereni” di GIORGIO ORELLI… le noci di Germignaga dice Fortini che sono di qualità altissima…

I)

Le noci di Germignaga dice Fortini che sono

di qualità altissima, e Bo che non somigliano ad altre.

E’ vero che non poche già da lontano si mostrano

insolite, è forse il colore, scuriccio, del guscio

rorido ancora d’autunno, o forse la luce

che accolgono. Non è facile schiacciarle con le mani.

II)

Venendo in questo posto per me quasi

di vacanza in ogni giorno dell’anno,

estero sottomano che bastava

a colorarci stranamente l’ora,

ho visto, seduto su un carro

di fini tronchi grigi

un ragazzo: di schiena, viola stinto

il berretto, un ginocchio

alto piegato a spostarmi

l’occhio dal lago alla neve dei monti,

così lucente a tratti

che in corpo non pareva più vivo.

 

oscar

 

Ticinese, autore di importanti saggi su Dante, Petrarca, Pascoli e Montale, traduttore del Goethe lirico, Giorgio Orelli (1921-2013) è uno dei maggiori poeti in lingua italiana del secondo Novecento. Dopo l’esordio nel ’44 con Né bianco né viola, prefato da Gianfranco Contini, s’impone all’attenzione della critica nei primi anni Cinquanta, quando le sue poesie sono accolte, insieme a quelle di Sereni, Risi e altri, nella Linea lombarda di Anceschi, e con quelle di Zanzotto, Pasolini e Cattafi nell’altrettanto “storica” Quarta generazione di Piero Chiara e Luciano Erba. Qui, tuttavia, sono già evidenti le premesse di un percorso poetico autonomo, che ha saputo mantenere negli anni un originale equilibrio tra fedeltà alla tradizione e motivato sperimentalismo. Come osserva Pier Vincenzo Mengaldo, nel succedersi delle principali raccolte i versi di Orelli dimostrano una straordinaria aderenza agli “oggetti” e alla realtà, alla vita e alle “occasioni” come privilegiate fonti di poesia: da L’ora del tempo (1962) a Spiracoli (1989), passando per la tappa fondamentale di Sinopie (1977), questo poeta capace di alternare grazia ironica e forte preoccupazione etica e civile approfondisce quella dimensione epigrammatico-narrativa che lo contraddistingue e che giunge a compimento con Il collo dell’anitra (2001), per offrire una prova ulteriore nel laboratorio inedito del suo “quinto” libro, L’orlo della vita, ora pubblicato grazie al lavoro filologico di Pietro De Marchi.

(dalla quarta di copertina di “Giorgio Orelli – Tutte le poesie” a cura di Pietro De Marchi. Introduzione di Pier Vincenzo Mengaldo, bibliografia di Pietro Montorfani. Milano, Mondadori, 2015).

in copertina: Giorgio Orelli.

www.giorgioorelli.com 

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