immagini // canti di maggio… è arrivato il màag…

I Canti di maggio hanno origini ancestrali che pescano nelle profondità di molte culture. Allegoria del ritorno alla vita, alla luce, alla fertilità, nell’ antica Roma sono identificabili con i Ludi Florealis dedicati alla dea Flora che si svolgevano nel bosco sacro dell’ Aventino…

Beltaine (nome gaelico) era la festività celtica, il giubilo scaturito dal primo giorno di primavera. I druidi accendevano i falò sulle cime, sui pianori, e vi conducevano attraverso il bestiame del villaggio per purificarlo e renderlo fertile…

La tradizione millenaria, attraverso aggiustamenti e deviazioni, correzioni di segno confessionale, sopravvive in Italia e spiccatamente nella Montagna pistoiese e nelle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza)…

L’ espressione del rito è la Questua durante la quale, in cambio di doni (tradizionalmente uova, vino o dolci), i maggianti cantano strofe ben auguranti agli abitanti delle case che visitano. Simbolo della rinascita primaverile sono gli alberi (maggiociondolo, ontano) e i fiori (viole, rose) citati nelle strofe dei canti e con i quali i partecipanti si ornano.

È arrivato il maggio

mese di Maria

mazzolin di fiori

in onor di Dio

O bel o vien il maggio

è arrivato il màag.

Maggio e giugno

luglio me rincres

anderem a la riva

e pescherem i pes

O bel o vien il maggio

è arrivato il màag.

Se in muntagna

gh’ è la nebia scűra

in questa casa

gh’ è l’ amur sicura

O bel o vien il maggio

è arrivato il màag.

Se in muntagna

gh’ è fiurì i bagian

in questa casa

gh’ è di bei tusan

O bel o vien il maggio

è arrivato il màag.

Se in muntagna

gh’ è fiurì i buscun

in questa casa

gh’ è di bei tusun…

Tratto dal Maggio di Castello Cabiaglio (VA) registrato nel maggio 2005 e pubblicato su “Terra e Gente” (pubblicazione della Comunità Montana Valli del Verbano).

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