luoghi e storie di lago // La corsa all’ oro verde in Val Grande…

Il Lago Maggiore a cavallo dei secoli 800 e 900 rappresentava ancora un’ importante via di comunicazione, snodo cruciale nel passaggio di uomini e merci dal nord Europa ai territori a sud delle Alpi collegati fra loro da grandi linee navigabili.

Lo sviluppo edilizio e l’ arrembante industrializzazione della pianura e delle sue propaggini necessitavano di ingenti quantitativi di legname e la Val Grande (connessa al “Nuovo Mondo” con tumultuose e poi più placide vie d’ acqua) costituì una fondamentale riserva “aurea” per le ineludibili esigenze del progresso.

I boscaioli si avventuravano nelle foreste più impervie, più ricche di alberi di grande dimensione… da lì facevano scendere i tronchi tagliati in modi ingegnosi, con funi sospese sulle valli, mediante scivoli realizzati con i tronchi stessi resi scorrevoli con neve e acqua ghiacciata o trascinandoli con cavalli o buoi fino al corso d’ acqua più vicino; qui i tronchi venivano segnati per il riconoscimento, accatastati nel punto adatto per il varo e poi occorreva aspettare la prima piena e accompagnare, con l’ aiuto dei mazzellari nei punti difficili, la massa di tronchi nella discesa **

Fra i sistemi di trasferimento a valle del materiale che poi sarebbe giunto fino al Lago Maggiore, esisteva un metodo pericoloso e affascinante, quello della fluitazione.

I tagliaboschi realizzavano piccole dighe temporanee (le serre) che in punti strategici dei corsi d’ acqua formavano degli invasi entro cui veniva ammassata la legna tagliata.

Ottenuta la massima capienza del bacino artificiale il più coraggioso dei boscaioli (il palastrat) faceva saltare a colpi di mazza la chiave di volta dello sbarramento e l’ enorme massa d’ acqua liberata trasportava a valle tutto il legname con effetto assai spettacolare ma anche con ingenti danni per l’ ambiente fluviale sottostante.

Buona parte del legname necessario all’ ultima fase di costruzione del Duomo di Milano proveniva dalla Val Pogallo (cuore della Val Grande), nel cui centro abitato risiedevano centinaia di lavoratori ed erano stati fatti costruire, dalla società di gestione Sutermeister, uno studio medico, una scuola e una stazione di polizia.

** “Barche del Lago Maggiore” di Francesco Rusconi-Clerici, 2013 Tararà edizioni.

www.parcovalgrande.it

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