immagini // Guido Ceronetti: “Un viaggio in Italia”… compreso il Lago Maggiore

Nel 2012 Guido Ceronetti vinse il premio “Inquieto dell’ Anno”. Il riconoscimento gli fu consegnato a Finale Ligure. E l’ inquietudine, nel senso di bramosia di esperienze e conoscenza, è tratto fondamentale e suggestivo di un uomo chiamato erudito, filosofo, poeta, giornalista, traduttore, artista e drammaturgo.

Una vitalità spesso baciata dal gusto della provocazione, carburante fra l’ altro di un viaggio lungo la penisola intrapreso nella prima metà degli anni ’80, un Grande Giro alla rovescia annotato e poi pubblicato dall’ editore Einaudi nel 1983 con il titolo “Un viaggio in Italia”. Libro (ripubblicato nel 2014 con importanti integrazioni) splendidamente fazioso, divertente, un taccuino affollato di pensieri, citazioni, di idiosincrasie, un’ enciclopedia caotica di storie della letteratura, pittura e architettura.

Guido Ceronetti è un viaggiatore atipico, metafisico, apprezza situazioni e luoghi derubricati dalle guide turistiche e dalla visibilità, collega la sua attenzione dissacrante su bar mal frequentati, ospedali in rovina, crematori, manicomi e stazioni di polizia, ma anche su luoghi in cui persistono lampi e respiri di bellezza…questo grande rottame naufrago col vecchio nome di Italia è ancora, per la sua bellezza residua, un pallido aiuto alla pensabilità del mondo…

Approda l’ autore sulle sponde del Verbano e ricama parole emozionanti, depurate dal consueto cruccio polemico…Il Lago maggiore sotto i cumuli bassi enormi, voragini lontane di bianchi vapori, squarci di luce molle di inaccessibili solitudini solari, buio e bianco, luminoso e infernale, scena conclusa di un dramma cosmico catarticissimo, oggi era SUBLIME…

Viaggio in Italia-CeronettiApproda a Cannobio, testimone a modo suo del miracolo del 1522, quando la pergamena raffigurante Cristo in Pietà cominciò a sanguinare e lì, dove il fatto avvenne, San Carlo Borromeo provvide a far erigere il Santuario della Santissima Pietà. E “l’ altro miracolo della pergamena” fu l’ umano incontro fra l’ agnostico Ceronetti e Padre Luigi Preti, rettore della Pietà di Cannobio per trent’ anni…esile, calvo, in talare, di una malinconia infinita, dolcissimo, quella piccola pergamena dipinta, macchiata di sangue secco, che rappresenta il Miracolo, è la fontana del suo stesso sangue, e questo lo fa così anemico e trasparente. Ora è sparito per una porticina, se si preme il campanello riappare, ma non è un’ automa, è un’ anima credente esiliata in un corpo tenue – di una fedeltà sicura, illimitata. Quel prete era, finalmente, una voce umana…

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