luoghi e storie di lago // Azzurro ventoso a Cerro di Laveno

Estate del 2006. Assistiamo ai mondiali di calcio, una partita dal risultato poco incerto, da lì a poco gli eroici azzurri sarebbero diventati campioni globali a dispetto di gufi e barbagianni. Su una terrazza a Cerro di Laveno il pubblico della pizzeria critica, esulta ed esprime il meglio e il peggio fra battute, insulti video-diretti e schiamazzi. Ma chi conosce, chi abita quelle sponde, improvvisamente si allontana coi pensieri. Dall’ interno del locale frasi ad alta voce, i camerieri smobilitano, la tenda viene sollevata e la veranda riappare scheletrica. Una ragazza con passo lento si avvicina all’ approdo e si siede sul selciato, in attesa. Qui la gente ha colto un segnale, per noi misterioso; in pochi secondi, alla maniera di un palmo sbattuto sull’ acqua di un catino, si alzano imperiose le onde del lago e subito dopo, obbediente all’ invito naturale, il vento inizia a dirigere il fragoroso concerto. Facciamo così la conoscenza con il Mergozzo, uno dei venti più rispettati del Verbano; dalla Val d’ Ossola sorvola il lago da cui prende il nome, rimbalza sulle acque antistanti l’ Isola Madre e si infrange a piena forza contro il litorale di Cerro.

sbarco

Al culmine della sarabanda ancora nessuno ha provveduto a spegnere il televisore, ma l’ attenzione è rivolta altrove, forse sui contrafforti montani o a centro lago o a una luce intermittente sulle alture di Baveno; la vegetazione del lungolago sembra un ventaglio nella mano di una signorina capricciosa. Passano dieci minuti o forse più e la forza atmosferica incredibilmente si placa. Ricominciano a girare le pizze, vengono posati sui tavoli i boccali delle chiare estive, i discorsi si riannodano e negli sguardi lampeggia lo stupore e la complicità di un evento condiviso. Gli eroici Azzurri, con naturalezza e sempre più convinzione, si sono ripresi la scena…

LAVENO CERRO 2

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