luoghi e storie di lago // Colazione a Ceresolo con l’ Orimbelli…

…la chiesa, con la porta ancora murata dal tempo della peste e forse piena di scheletri, ha la facciata verso il lago e un piccolo sagrato erboso davanti, dove non compare mai altra ombra all’ infuori di quella del silenzioso campanile […] un luogo tranquillo che divenne per due giorni il nostro salotto diurno. Si stava distesi sull’ erba o seduti come turchi a chiacchierare e a sorbire tazze di thè…

Immaginela stanza del vescovoDentro il romanzo “La stanza del vescovo” di Piero Chiara l’ oziare e la libertà condizionata del protagonista, nell’ incertezza del dopoguerra, fa pensare a “Colazione sull’ erba” di Édouard Manet e non importa se in sostituzione dei personaggi originali il palcoscenico naturale è occupato da un indimenticabile antieroe autobiografico, dal gaudente e losco dottor Orimbelli e dalle fanciulle Matilde e Landina.

La piccola chiesa è San Defendente di Ceresolo, una sorta di dependance romanica accostata a Cerro di Laveno, costruita prima dell’ anno mille su un accenno di terra circondato da prati e case rurali. Non so se l’ antica destinazione cimiteriale dell’ area adiacente abbia ispirato dolenti agganci letterari a Piero Chiara o se realmente la peste avesse trasformato il luogo di culto in un sepolcro comune.

Cerco ingenuamente tracce di quel macabro spunto e immediatamente la visione di una candida tendina a copertura di una finestra laterale mi riporta a immagini più soavi e di quieto decoro. Scatto qualche foto e poi mi incammino fra le case e i discreti cortili.

Costruzioni in legno per gli attrezzi, ringhiere fiorite, l’ affresco del Min pescatore e traghettatore, una solitaria parabola satellitare mentre dall’ altra parte della strada scorgo un tabellone da basket sul muro di una villetta.

Passeggio fino alla Polidora (oggi un elegante bed and breakfast) e nonostante l’ impegno non riesco a sovrapporre la faccia del dottor Orimbelli (naturalmente quella di Ugo Tognazzi) all’ ovale sorridente di un signore che porta a spasso un meticcio con lontane origini da volpino. Svanito l’ ardito accostamento ritorno sui miei passi e mi sembrano perfette, nell’ ora dei rientri, le parole di Vittorio Sereni regalateci da Piero Chiara a introduzione del suo magnifico romanzo…già l’ òlea fragrante nei giardini // d’ amarezza ci punge; il lago un poco // si ritira da noi, scopre una spiaggia // di aride cose…

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