luoghi e storie di lago // Fabbrica Organi Mascioni: il restauro dell’ organo della basilica di S. Vittore a Intra

La storia della ditta Mascioni, diamante dell’ artigianato industriale incastonato nella Valcuvia, è la storia dell’ arte organaria italiana e internazionale.

Da una piccola officina a Comacchio (frazione di Cuvio) partì con spirito pionieristico il fondatore Giacomo Mascioni; era il 1829 e il giovane imprenditore iniziò la sua grande avventura occupandosi di riparazioni, accordature e manutenzioni degli organi delle chiese limitrofe.

Due zii frati conventuali, che dimoravano nel monastero di Sant’ Antonio ad Azzio, lo avviarono alla professione indirizzandolo a Varese dove studiò teoria e pratica musicale con l’ organista e compositore Pietro Della Valle.

Il percorso di formazione iniziò a dare frutti concreti e da lì in poi la volontà di crescita e l’ accuratezza nelle lavorazioni permise alla fabbrica di svilupparsi e di conquistare un posto di rilievo nel panorama dell’ arte organaria italiana.

Presto a Giacomo si affiancarono i figli Anacleto, Bernardo e Gaspare, le commissioni iniziarono a fioccare (i primi organi costruiti furono quelli di Germignaga, 1835, Arona, 1842, e Gravedona, 1850) e le competenze acquisite cominciarono a far conoscere il nome della ditta Mascioni anche nella vicina Confederazione Elvetica.

Nel 1883 l’ allora dodicenne Vincenzo (nipote del capostipite) entrò in officina come apprendista e nel giro di pochi anni, grazie a forza di volontà e talento, assunse la direzione dello stabilimento.

Il giovane organario fu un innovatore, appassionato ricercatore, attento alle novità tecnologiche proposte dal mercato, e questo suo prorompente desiderio di stare al passo coi tempi causò molti attriti con il nonno fino alla divisione del primo nucleo industriale in due corpi separati; così che Vincenzo aprì la sua officina ad Azzio, nell’ area tuttora occupata dalla fabbrica di organi Mascioni.

Un anno dopo la morte del nonno (nel 1897) Vincenzo progettò e costruì uno strumento rivoluzionario per la chiesa di San Simpliciano a Milano, nel 1904 vinse il concorso per il restauro degli organi del Duomo di Milano e in seguito si aggiudicò molti premi importanti, continuando il suo itinerario didattico compiendo viaggi all’ estero per osservare inedite realtà produttive.

Ridato vigore al processo lavorativo dopo la Grande Guerra, negli anni ’30 (quelli del passaggio dalla trasmissione pneumatica a quella elettrica) Vincenzo Mascioni elaborò quello che da molti è considerato il suo capolavoro: l’ organo per il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma (in quella decade arrivò a costruire ben 75 strumenti nella sola capitale).

Superate anche le difficoltà generate dalla Seconda Guerra Mondiale e da un disastroso incendio che nel 1950 causò alla fabbrica danni ingentissimi, la dinastia Mascioni proseguì il suo cammino fino ai giorni nostri rinnovandosi con il contributo delle nuove generazioni, continuatrici di una storia imprenditoriale custodita con responsabilità e passione.

Domenica 22 febbraio 2015 a partire dalle ore 16.00 verrà inaugurato lo storico organo della basilica di San Vittore a Intra restaurato dalla casa organaria Mascioni. L’ organista Roberto Olzer e il Coro Polifonico San Vittore diretto dal maestro Riccardo Zoja eseguiranno musiche di Bach, Georg Boehm, Eugène Gigout e W. A. Mozartsanvi

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