luoghi e storie di lago // il sapore della menta… e la Terrazza di Vittorio Sereni

Cerchiamo l’ ombra ma qualcuno del gruppo si allontana in direzione del lago. Il capo della comitiva richiama all’ ordine, si va tutti di fronte all’ edificio luinese che Sereni ha reso gemma poetica.

Palazzo Verbania…

L’ ingegner Pierangelo Frigerio, storico del territorio, racconta che la celebre poesia Terrazza doveva chiamarsi La menta, in accordo con l’ occasione ispiratrice: insieme all’ amico Claudio Barigozzi, una sera del 1937, Vittorio Sereni sorseggia l’ immortale bevanda ai tavolini del bar dell’ imbarcadero.

In seguito avverrà il cambio di titolo (più che mai opportuno, annota l’ ingegnere) e la confusione sull’ identificazione del luogo cardine del componimento: la terrazza della stazione dei battelli o la pensile terrazza di Palazzo Verbania? Quest’ ultima, hanno stabilito le confidenze, la cronaca e la storia, dove la visione di una torpediniera (che ci scruta poi gira se ne va) fa emergere da profondità oceaniche lo spirito del lago, la sua voce più intima.

Improvvisa ci coglie la sera.

Più non sai

dove il lago finisca;

un murmure soltanto

sfiora la nostra vita

sotto una pensile terrazza.

Siamo tutti sospesi

a un tacito evento questa sera

entro quel raggio di torpediniera

che ci scruta poi gira se ne va.

palver

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