luoghi e storie di lago // Da Milano-Cadorna a Laveno / 1952

Grand Tour, celebrità, sponda opulenta o riservata, fotografie virate seppia, signorine belle époque, rami aristocratici oziosi sotto i pergolati, giardini e ville signorili. Visioni del passato, stereotipi e tendenze, eludono realtà alternative e possibilità. Difficile immaginare un treno chiassoso fra i residui del conflitto, nella fonte elettrica di Piazzale Cadorna, percepire il seme schiudersi verso nuove frontiere

Qualche bicicletta sfreccia via, verso Largo Cairoli, qualche passante batte il tacco sul marciapiede. Quasi accucciata tra due palazzi, nel cento del piazzale, è ciò che la guerra ha lasciato delle Ferrovie Nord Milano. Col primo chiarore si distinguono i segni delle ferite, la povertà delle tettoie provvisorie, i costoni scalfiti dei piani del palazzo, che i bombardamenti fecero crollare […] Sono le nove. È in partenza il treno diretto per Laveno. Circa una ventina di persone sostano sulle banchine incerte: non vi è più posto per sedere. Dalle valigie e dall’ abbigliamento si indovinano i villeggianti. Alcuni bambini hanno in mano palloni e barchette. In pochi minuti al treno già formato viene aggiunto un altro vagone e il personale invita gentilmente i viaggiatori della banchina a prendervi posto. Un ferroviere sale sul treno ed esorta i viaggiatori in piedi a sistemarsi nella carrozza vuota. Una vecchia signora viene aiutata a scendere, il ferroviere le porta la valigia. Il treno parte…*

* Luciano Della Mea, da “Vita segreta di una ferrovia” // Le Vie d’ Italia, ottobre 1952.

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