luoghi e storie di lago // Oratorio dei Re Magi a Sesto Calende

Alla base della collina morenica un campo da calcio e le grida consuete della competizione sportiva… Voci perentorie accompagnano il pendio verso l’ Oratorio di San Vincenzo (detto anche dei Re Magi) nella campagna a nord di Sesto Calende. La vicinanza del masso erratico della Preja Buja, eccezionale testimonianza delle glaciazioni, proietta luogo e atmosfera nell’ età immemore, e intorno alla piccola chiesa, dai prati al limitare del bosco, è naturale sentirsi avvolti da una condensa emotiva e temporale, il pallottoliere dei secoli evapora fra suggestioni preistoriche, tardo antiche, romane, longobarde e medioevali.

L’ attuale struttura dell’ Oratorio di San Vincenzo, salvo rimaneggiamenti successivi, risale ad un periodo compreso fra la fine dell’ XI e l’ inizio del XII secolo; l’ interno è decorato da una serie di affreschi quattro-cinquecenteschi sulla parete destra, mentre altri affreschi di particolare bellezza e forse di esecuzione più antica si trovano nell’ abside.

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Cammino intorno alla chiesa, luce primaverile diffusa, estraggo una lattina vuota da una fessura che s’ affaccia sui capannoni lontani. Ritornano colori e accelerazioni, la sfida calcistica si è conclusa, uno stormo di ragazzi si lancia sulla strada e plana nel parcheggio di fronte alla chiesa. Smontano dai loro motorini e si radunano sul prato, chiacchierano, qualcuno prende il sole, il più piccolo si accende una sigaretta; l’ armonia non si rompe, la presenza umana è credibile, vorrei informarli di una cosa ma l’ intenzione si attorciglia nell’ imbarazzo, rimane in forma di pensiero mentre raccolgo treppiede e reflex …anche voi, ragazzi, discendenti considerevoli nell’ elenco puntato della storia…

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