luoghi e storie di lago // Quel (NON) monumento a Bakunin…

Il filosofo russo Michail Bakunin, padre del movimento anarchico moderno, dal 1874 soggiornò a Minusio sulla costa ticinese del Verbano. Alle sue spalle una vita in prima linea, da rivoluzionario. Condannato a morte nel 1850 per i fatti legati all’ insurrezione di Dresda, successivamente (commutata la pena capitale in ergastolo) fu deportato in Siberia. Dalla regione dei ghiacci riuscì a fuggire per rifugiarsi prima in Giappone e poi negli Stati Uniti. L’ arrivo in Italia (a Napoli) è datato 1865. Nel suo destino ancora impegno politico e battaglie ideologiche fino all’ arrivo a Minusio, ospite nella residenza La Baronata dell’ anarchico Angelo Cafiero. Soltanto tre anni dopo, il primo luglio 1876, Bakunin morì a Berna dove è sepolto al cimitero di Bremgarten.

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A metà degli anni 90 del Novecento l’ industriale e anarchico toscano Alfredo Mazzucchelli immaginò di dedicare a Bakunin un monumento da collocare nell’ ospitale terra ticinese. A tale scopo donò un blocco di marmo di 28 tonnellate alla città di Locarno e la progettazione dell’ opera, presentata in grande stile al Monte Verità di Ascona, fu affidata all’ artista patafisico Enrico Baj. Di quella fervida idea…l’ opera è di tutti quelli che hanno il culto della libertà… non se ne fece poi nulla, complici, a quanto pare, le difficoltà di trasporto del masso a Rivapiana di Minusio e la dolorosa dipartita (nel 2003) del grande creativo di Vergiate. Ma assodata la rinuncia all’ innalzamento del monumento a Bakunin, che sorte toccò al marmo di provenienza carrarese? Ragguagli di stampa lo collocarono “a riposo” in una delle molte cave-laboratorio della Val Maggia, forse in attesa di essere tagliato per fini meno nobili e celebrativi. Anche il pugnace Alfredo Mazzucchelli, qualche anno fa rilanciò la questione esternando la sua amarezza e rinfocolando l’ antico desiderio mai sopito… mi sono sempre chiesto che fine avesse fatto quel marmo. Credo sia giusto recuperarlo e farne l’ uso per il quale era stato donato. Se non lo si può mettere sul lungolago, con l’ aiuto degli amici ticinesi si può trovare qualche altro posto. Io sono pronto a venire a Locarno a dare una mano…

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A tale slancio emotivo beffardamente si contrappone l’ odierna e cruda narrazione dei fatti; nell’ estate scorsa il periodico anarchico La Voce Libertaria accertò il destino riservato al blocco marmoreo individuando e interpellando il titolare di una cava nella valle locarnese… alla fine abbiamo deciso di sbriciolarlo. L’ abbiamo fatto noi in cava. Mi è dispiaciuto molto perché quel progetto di monumento mi aveva affascinato. Ora quel blocco è diventato ghiaietta per la pavimentazione della pista ciclabile Locarno-Ascona. Se volete lo trovate lì… E mi pare siano state profetiche le parole di Enrico Baj che nei giorni dello slancio ideativo e delle presentazioni dichiarò… Al grande compagno Bakunin l’ onore di avere un Non Monumento…

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Enrico Baj

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