luoghi e storie di lago // Stresa: Villa Castelli ieri e oggi…

A inizio 900′ la propulsione di intenti generò sulla sponda piemontese del Verbano l’ attuazione di progetti faraonici.

Ne è un esempio la creazione al Lido di Carciano (oggi frazione di Stresa) del Centro Intellettuale Sportivo di Divertimento e di Cura Lacuale suddiviso nelle strutture del Kursaal e delle Terme. Un complesso che rispose ad una visione forse anticipatrice dei tempi e che, a causa degli ingenti costi di gestione, fu costretto a chiudere i battenti nel 1914.

Sull’ area del Kursaal, che venne demolito, l’ ingegnere Ariberto Castelli, imprenditore milanese nel settore dell’ edilizia, edificò nel 1925 una gloriosa villa al cospetto delle Isole Borromee.

L’ amore per la sua “pazzia del venticinque” (l’ ingegnere affettuosamente chiamava così la sua dimora) lo portò a curarne nei minimi dettagli l’ edificazione (durata 2 anni) e gli allestimenti esterni (particolarmente belle le statue in tufo di Vicenza che adornavano il parco e la balaustra sul lago).

Renzo, genero dell’ ingegner Castelli e giornalista del Corriere della Sera, ospitò nel corso degli anni esponenti di rilievo dell’ editoria italiana come Arnoldo Mondadori, Indro Montanelli e Dino Buzzati. Durante la seconda guerra mondiale (dal luglio a dicembre del 1944) la villa fu requisita dagli uomini della Wehrmacht che ne fecero un baluardo strategico sul lago e ai piedi dei monti che sovrastano Stresa.

Le produzioni cinematografiche scelsero più volte Villa Castelli per realizzare i propri film; fra gli altri ricordiamo “La Stanza del Vescovo” del regista Dino Risi, pellicola del 1977 tratta dall’ omonimo romanzo di Piero Chiara (con protagonisti Ugo Tognazzi e Ornella Muti).

La parola fine però iniziava proprio allora ad occhieggiare dietro le lampade alogene e le macchine da presa dei set: già sul finire degli anni 70′ cominciò il lento e inesorabile declino della struttura e del magnifico parco che le fa da cornice.

Lo scorso anno la sezione di Stresa di Italia Nostra si è impegnata a sensibilizzare (attraverso un’ istanza al Ministero dei Beni Culturali) istituzioni, enti locali e opinione pubblica sulla necessità di tutelare il tratto di costa (da Villa Pozzani al Lido di Carciano) comprendente Villa Castelli con il suo parco (fatiscenti e abbandonati a sé stessi) e l’ area pubblica di Villa Palazzola, sottoposta quest’ ultima a vincolo paesaggistico di protezione diretto.

Applicando un provvedimento di vincolo indiretto (riferito ad una cornice di difesa attorno a Villa Palazzola) il ministero scongiurerebbe gli intendimenti privati di edilizia alberghiera su Villa Castelli, potenzialmente in grado di rompere (con decine di migliaia di metri cubi di cemento) l’ equilibrio paesaggistico di uno dei tratti di litorale più belli del Lago Maggiore.

Attualmente Italia Nostra ha ricevuto dal ministero un solo riscontro generico rispetto all’ istanza inoltrata, un cenno appena udibile che conferma una condizione di stallo tipicamente italiana.

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