luoghi e storie di lago // Una strana allegria all’ Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno

Chi sarà l’ uomo che riposa in eterno al centro della Cappella dei Sassi? Il beato Alberto Besozzi, fondatore del culto e dell’ Eremo, o un uomo meno leggendario, un frate predicatore o un profano qualunque? La storia, anzi l’ historieta, documento (o narrazione storica) rintracciato nella seconda metà del ‘500 da Antonio Giorgio dei Besozzi, tratteggia la parabola dell ‘ eremita che nel 1170, scampato ad un naufragio (…il fatale Sasso Ballaro) tiene fede ad un voto e si ritira solitario in un antro della scogliera. Da lì in poi l’ escalation spirituale con l’ edificazione nel ‘200 del Sacello, primo nucleo del complesso ecclesiastico, e a seguire l’ arrivo e l’ insediamento, nel fermento devozionale, dei Domenicani e nel ‘300 degli Eremiti Ambrosiani. Poi l’ ampliamento, la costruzione delle chiese di San Nicolao, Santa Caterina e Santa Maria Nuova oggi riunite in un unico corpo architettonico…

450x450

Ma chi sarà quell’ uomo nella teca di vetro? Me lo chiedo ogni volta, forse per depistare lo stupore, l’ incanto del luogo; un alleggerire l’ emozione, l’ inquietudine dello spirito colpito da tanto mistero e bellezza. Esco dalla chiesa, una pioggerellina diffonde bianco sfumato dal cielo, dal lago e dalle pietre, attendo sotto il magnifico portico in una specie di contentezza, dal lago il borbottio del battello a frantumare rispettosamente, devotamente, il silenzio. I turisti affrontano l’ approdo, prima baldanzosi, poi nella salita verso l’ Eremo sempre più raccolti e guardinghi; incolonnati sembrano quasi camminare in punta di piedi, mettono via macchine fotografiche e orpelli digitali, si abbandonano anche loro in una specie di contentezza, forse di strana allegria.

Img_8303

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *