mostre // alla Fondazione Mecrì di MINUSIO la mostra “L’immagine dell’animale. Opere in Ticino da metà XIX al XX secolo”… inaugurazione DOMENICA 22 SETTEMBRE

Aldo Crivelli, figura da cui le mostre alla Fondazione Mecrì prendono costantemente spunto, manifestò un grande interesse per la raffigurazione di animali, specialmente nella seconda parte della sua vita. Nella fattispecie e in modo preponderante ritroviamo nel gatto e nei pesci i soggetti di maggior interesse. In entrambi i casi bisognerà leggere questi dipinti in chiave di dialogo interiore con sé stesso, in una sorta di esteriorizzazione sulla tela di sentimenti, sia di gioia che di malessere.

Da questo punto di partenza la mostra prende in analisi opere realizzate sia da artisti ticinesi che provenienti da fuori Cantone e stabilitisi in Ticino nel corso della loro vita. Dalla scultura e pittura animalier di Lorenzo Vela e Luigi Chialiva, passando per i pittori en plein air Filippo Franzoni e Adolfo Feragutti Visconti.

Al fianco di riconosciuti protagonisti dell’arte ticinese quali Cherubino Patà, Remo Rossi, Felice Filippini, Nag Arnoldi, Claudio Baccalà, ritroviamo autori meno studiati, ma altrettanto validi, come Battista (Titta) Ratti, Costante Borsari, Renzo Fontana. Ad arricchire il “bestiario” ticinese, ritroviamo un inedito e raro frammento di uno studio per un affresco di Filippo Boldini, ad oggi mai esposto.

Non mancano opere di artisti di derivazione espressionista provenienti dal nord delle alpi quali Ignaz Epper, Richard Seewald, Wilhelm Schmid; questi ultimi si iscrivono in quella categoria di personalità che una volta trasferitesi in Ticino vissero appartati senza intessere grandi relazioni con la realtà locale, ma che lasciarono in eredità una notevole parte della loro produzione artistica. Guido Gonzato si inserisce ad ulteriore rappresentanza della pittura espressionista, ma di provenienza dalla vicina penisola. Si aggiungono opere di Italo Valenti così come Rosalda Gilardi Bernocco, quando ancora, prima di raggiungere il Ticino e fare la conoscenza di Arp, Nicholson e varie altre personalità del mondo dell’arte, si esprimevano in un linguaggio artistico pienamente figurativo. Esposta anche una piccola opera di Marino Marini raffigurante un cavallo sprovvisto del suo cavaliere, risalente agli anni Settanta.

La mostra (allestita fino al 26 gennaio) è accompagnata dal catalogo delle opere con testi di Paolo Blendinger e Diego Stephani.

Maggiori info www.mecri.ch 

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