luoghi e storie di lago // Ruggero Leoncavallo a BRISSAGO…

Carattere irrequieto, personalità predisposta all’ innesco polemico, Ruggero Leoncavallo (1857-1919) fu il compositore dell’ opera “I Pagliacci”, creazione “verista” che gli garantì successo e fama e che venne scritta in 5 mesi a Vacallo in Svizzera.

Irrequieto e anche sradicato, almeno nei suoi primi anni di carriera che lo videro (dalla natia Napoli) errante tra la Francia e l’ Inghilterra dove fu insegnante e pianista nei caffè-concerto.

Nel 1882 si trasferì in Egitto grazie ai buoni auspici di uno zio ben introdotto alla corte di un viceré locale; il suo “intermezzo” africano però non durò a lungo a causa dello scoppio della guerra anglo-egiziana che lo costrinse a fuggire e in seguito a stabilirsi a Parigi (il fermento culturale e il fascino della ville lumière gli ispirarono la scrittura del poema sinfonico La Nuit de Mai).

Dopo Parigi venne Milano e dopo Milano il compositore scoprì Cannero e il Canton Ticino. Del soggiorno a Vacallo abbiamo già riferito ma fu a Brissago, sulla sponda elvetica del Lago Maggiore, che decise di affidare all’ architetto Federico Bernasconi (nel 1903) la costruzione della propria residenza a cui diede il nome di Villa Myriam (purtroppo demolita nel 1978).ridi All’ illustre maestro venne poi conferita, dalla municipalità di Brissago, la cittadinanza onoraria, titolo che non impedì alle vibrazioni di un’ antica indole ribelle di manifestarsi e alimentare (sul margine del verosimile) le pagine dei cronisti attirati dal pettegolezzo e dall’ attualità salottiera.

Nino Bezzetta de Vemenia (1880-1951), controverso e “disinvolto” giornalista ossolano, nella sua guida ai Caffè Storici d’ Italia, riferì di un battibecco scoppiato fra il musicista e alcuni brissaghesi a causa di una polemica tipicamente di confine… era il Caffè del Siro dove ricordo di avere giucato prima del 1911 col maestro a scopa; erano quelle partite… terribili! Una sera si accese una disputa sulle guardie doganali svizzere che in quel tempo apparivano esageratamente fiscali […] corse anche qualche pugno fra i contendenti, ma Leoncavallo non fu toccato; forse perché aveva brandita una sedia mettendosi sulle difese […] la domenica dopo, essendosi inviperita la questione nei caffè e nelle osterie la musica passò sotto la villa di Leoncavallo suonando una marcia funebre interrotta subito per l’ intervento di persone autorevoli. Poi tutto si calmò; quando il maestro comparve in pubblico dopo qualche giorno fu vivamente applaudito. Ma egli non perdonò l’ offesa…**

A Brissago è stato allestito un museo per ricordare Ruggero Leoncavallo. La tomba del maestro (accanto a quella della moglie Berthe) si trova nel portico accanto alla chiesa rinascimentale di Madonna di Ponte.

** I Caffè Storici d’ Italia/Nino Bazzetta de Vemenia/Interlinea edizioni, 2010/Prima Edizione: Ceschina, Milano 1939.

www.leoncavallo.ch

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