gente di lago//Storia di un giardiniere alchimista

La storia dei giardinieri del Lago Maggiore è fatta di secolari saghe famigliari, di soggetti singoli alla ricerca (è il caso di dirlo) di un posto al sole, di talenti imprenditoriali, di interpreti minori destinati alla goffaggine o al divenire granello nell’ amaro ingranaggio della vita.

Nella compagine dei protagonisti è piacevole considerare l’ epopea di Agostino Minorini, giardiniere capo dell’ Isola Bella dal 1920 al 1926, successore di Enrico Meroni e responsabile tecnico nell’ alveo finanziario dell’ inflessibile amministratore Michele Besana.

Come in molti altri casi l’ ottenimento del prestigioso incarico permise al Minorini di entrare in contatto con illustri luminari del mondo botanico (fra tutti il professor Carlo Avetta della Regia Università di Parma) e al contempo lo vincolò alla costante mediazione fra la vanità del bello e la necessità di onorare le direttive di spesa del casato Borromeo. Nella politica di contenimento dei costi…”ne fecero tra l’ altro le spese la collezione di orchidee dell’ Isola, alienata a favore del Cavalier Bassetti, la serie degli aranci e dei limoni, le serre calde, trasformate in temperate, la vaseria in genere”…

Non mancarono per il Minorini incombenze “istituzionali” come ad esempio l’ organizzazione logistica nel 1921 della Prima Esposizione Internazionale dei Fiori all’ Isola Madre la cui ragion d’ essere, per quanto poi è stato appurato, celava un tentativo…”della società di immobiliaristi Nava per lanciare una speculazione turistica, consistente […] nel convertire il palazzo dell’ isola Madre (affittato dall’ autunno del 1919) in Grand Hotel”… e nel solco della solerzia pubblica il credo professionale del Minorini si espresse anche nel coordinamento di due raduni annuali (nel ’21 e nel ’25) dei giardinieri verbanesi sotto l’ ala protettrice del celeste San Foca di Sinope, patrono della categoria.

Affiancato agli impegni canonici il capo giardiniere sviluppò un notevole talento alchemico rivelatosi con l’ ideazione dell’ elisir “Isola Bella – tonico digestivo. Estratto dalle piante del giardino dell’ Isola Bella”. Dall’ infusione alla promozione il passo risultò breve e fautrice della campagna commerciale fu l’ intraprendente moglie del Minorini, impegnata fra le aiuole dell’ isola ad asfissiare turisti e frequentatori allo scopo di proporre assaggi del digestivo.

Il lavorio di raccolta di potenziali acquirenti non andò a genio all’ amministratore Besana e nientemeno fu motivo di un acceso diverbio fra il Minorini e l’ aiutante Vittorio Bertolotti; la gazzarra fra giardinieri, corredata di minacce e scappellotti, colmò la misura e non restò che sollecitare un’ intercessione dall’ alto promossa dal solerte Besana…”finì per intervenire da Milano il conte Vitaliano, inviando una minuta di lettera per il capogiardiniere che il Besana battè a macchina […] In essa si stigmatizzava la vendita di liquori in giardino, e si vietava di importunare i turisti con “offerte di qualsiasi genere”; il provvedimento esplicito in caso di inadempienza era il licenziamento…”

La parabola professionale del giardiniere capo Minorini cominciò a disegnare una traccia discendente che sfociò nelle dimissioni firmate nel dicembre del 1926. Da lì in poi la sua vita si perse nel labirinto delle storie dimenticate, in una specie di letargo, dentro una terra di mezzo, in attesa di una primavera occasionale, di una fioritura inattesa.

Il post è elaborato e ispirato dalla lettura del volume ” Amor di pianta ” Giardinieri, floricoltori, vivaisti sul Verbano tra 1750 e 1950/volume 1. Autori: C. Alessandro Pisoni – Leonardo Parachini – Sergio Monferrini – Dante Invernizzi. In corsivo:estratti dal libro sopra citato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *